Non nevica bene se dalla Corsica non viene
Meteorologia

Lo scorso sabato (13/2) molte zone della Toscana hanno avuto un bianco risveglio, ma in molte altre, e in particolare nelle aree urbane di pianura la speranza di trovare anche solo un velo di neve è stata disattesa. Cerchiamo di fare un po' il punto sull’ultima nevicata in Toscana e sul freddo che ha caratterizzato gli ultimi giorni.

 

Gli "ingredienti" per avere la neve a bassa quota ...

Partiamo innanzitutto dalla situazione meteorologica generale sull’Europa, la condizione sinottica, poiché in molti si chiedono quale sia, per la propria zona, la circolazione ideale per avere neve a bassa quota. Di fatto l’evento meteorologico di venerdì/sabato scorso non è stato proprio “canonico”, poiché caratterizzato dall’arrivo sulla nostra penisola di due masse d’aria profondamente diverse: la prima umida e mite di origine atlantica pilotata da un modesto e stretto minimo tra Golfo del Leone e Sardegna, la seconda molto fredda e asciutta di origine siberiana. I due flussi sono riusciti ad entrare sul Mediterraneo centrale grazie alla presenza di un robusto anticiclone presente sulla penisola Scandinava (valori di pressione al suolo superiori ai 1040 hPa). Questa condizione ha determinato, già dalla tarda mattinata di venerdì, l’afflusso da ovest di correnti umide alla medio-alta troposfera, con il richiamo al suolo di moderati venti di Grecale. Nelle tre mappe a seguito è rappresentata la situazione alle 19:00 (ore 18:00 UTC) di venerdì 12 febbraio. 

temp in quota 12 febbrraio

Temperatura in quota 12/02/21 
modello ECMWF
 

12 febbraio

Pressione al livello del mare 12/02/21
modello ECMWF
 

venti al suolo 12 febbraio

Venti al suolo 12/02/21 - 19:00
modello ECMWF
 

 

Nel corso del pomeriggio le prime deboli nevicate hanno iniziato ad interessare le zone appenniniche oltre 500-600 metri di quota e i rilievi del centro nord della regione oltre 600-800 metri, mentre sul resto del centro-nord della regione pioveva debolmente a tutte le quote con temperature in pianura tra 3 e 6 °C. Dalla sera le precipitazioni sono diventate un po' più intense, in particolare sulle zone centro meridionali (dal Chianti verso sud) e sulle zone appenniniche (versanti emiliano-romagnoli), mentre su quelle settentrionali sono rimaste piuttosto deboli. Le temperature in diminuzione si sono portate su valori attorno a 0/+1°C tra i  200 e 400 metri, e ai 2-3°C in pianura. L’aria più fredda è arrivata solo dopo la mezzanotte, proprio quando le precipitazioni si sono ulteriormente attenuate sulle zone settentrionali fino a totale cessazione (ad eccezione dell’Appennino propriamente detto); mentre precipitazioni deboli e talvolta moderate sono continuate sul centro-sud e sulle zone più orientali della regione. In questo scenario le nevicate hanno interessato principalmente le zone collinari, con qualche comparsa anche in alcuni fondovalle della provincia di Siena e Arezzo, per poi cessare quasi ovunque nel corso della mattinata tranne qualche debole nevicata residua sulle province di Arezzo, Siena e le zone attorno al M. Amiata.
In Toscana, a risvegliarsi con la neve sono state soprattutto le zone collinari del centro-sud (oltre 200-400 metri), come l’entroterra della Val di Cecina, l’alta Val d’Era e alta Val d’Elsa, il Chianti, le colline Pisane e Metallifere, la provincia di Siena, Arezzo, l’Amiatino e la Val d’Orcia, oltre ovviamente alle vallate appenniniche come Alto Mugello, Casentino e Val Tiberina. Gli accumuli sono generalmente confinati entro 5-10 cm, probabilmente un po' più abbondanti in Appennino e sul M. Amiata a quote superiori i 600-800 metri. Sul nord della regione non ci sono stati accumuli e solo pochi osservatori che nella notte erano svegli si sono accorti delle brevi e deboli nevicate. 

 

neve palai
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Neve a Palaia - immagini ToscanaMediaNews

 

neve volterra

Neve a Volterra - immagini ToscanaMediaNews
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Le perturbazioni caratterizzate dall’ingresso di aria fredda da nord o da nord-est accompagnate da un flusso di correnti al suolo di Grecale sono solite produrre le precipitazioni più significative proprio nelle zone centro-meridionali. Tuttavia, le contingenze meteorologiche di questo evento, nonché le informazioni dei principali modelli meteorologici potevano, seppur con bassa probabilità, lasciar presagire modesti accumuli (inferiori a 1-2 cm) anche sulle pianure e colline del nord della Toscana, l'ingrediente mancato sono state però le precipitazioni e non tanto le temperature che sarebbero state favorevoli ad accumuli anche nelle aree della piana fiorentina. Come dice la saggezza popolare, in Toscana  “non nevica bene se dalla Corsica non viene”,  ovvero un flusso occidentale/meridionale a tutte le quote e l'aria molto fredda pregressa nei bassi strati strati costituiscono gli ingredienti principali per avere nevicate anche copiose in pianura sulle zone settentrionali e parte di quelle centrali della regione. 


Un'ondata di freddo breve, quasi fugace

Tra sabato 13 e lunedì 15 ha fatto la sua comparsa anche il freddo, piuttosto intenso ma molto fugace, acuito dai forti venti di Grecale che hanno imperversato su buona parte della regione tra sabato e domenica mattina. Sull’Appennino Tosco Emiliano, il 13 febbraio, in località foce a Giovo (1674 m), è stata registrata una massima di -10 °C e una minima di -15.3 °C.  All’alba del 15 febbraio, in Toscana, praticamente tutte le località registravano temperature ben inferiori allo zero con valori tra -4 e -7 °C in pianura e nei fondovalle dell’interno e fino a -2 °C lungo la costa.  

T min 13 febbraio

Temperature minime 13 febbraio 2021

 

T min 14 febbraio

Temperature minime 14 febbraio 2021

 

T min 15 febbraio

Temperature minime 15 febbraio 2021

 

L’ evento di freddo sulla nostra regione è senza dubbio attribuibile all’anomalo riscaldamento avvenuto in Stratosfera lo scorso 5 gennaio (Sudden Stratospheric Warming). L’Italia si è trovata ancora una volta un po' ai margini occidentali della vasta saccatura di origine Siberiana che da alcuni giorni pilotava correnti molto fredde sul nord Europa e che, nello scorso fine settimana, grazie al rinforzo e all’espansione dell’alta pressione verso la Scandinavia, si è orientata in modo spiccatamente meridiano (da nord verso sud), andando ad investire tutta l’Europa dell’est compreso il Mediterraneo centro orientale. Masse d’aria molto fredda, di circa -10/-12 °C a 850 hPa (il livello barico di riferimento per caratterizzare dal punto di vista termico la massa d’aria, la cui altezza oscilla tipicamente tra 1300 e 1600 metri di altitudine) hanno raggiunto l’Italia meridionale e la Grecia, addirittura di -18°C/-20 °C tra la Polonia, la Slovacchia, Ungheria e Romania.

hpa 13 febbraio

Temperatura in quota 850 hPa - 13 febbraio 2021
modello ECMWF 
 

hpa 14 febbraio

Temperatura in quota 850 hPa - 14 febbraio 2021
modello ECMWF 
 

 

Nei giorni in oggetto, fino al 16 febbraio, vere e proprie bufere di neve hanno interessato la Grecia, parte dei Balcani e la Russia occidentale, con Mosca alle prese con la più intensa nevicata degli ultimi decenni (oltre 50 cm di neve in città). Negli stessi giorni l’80% del territorio statunitense viveva una delle ondate di freddo più intense degli ultimi anni, con nevicate fino al Texas meridionale e temperature abbondantemente inferiori allo zero anche a latitudini sub-tropicali. Cronache che arrivano dopo settimane di gelo intenso in Scandinavia, Danimarca, Regno Unito, Olanda e Germania settentrionale, tutte a varie riprese interessate da abbondanti nevicate. Ad Amsterdam, dopo 10 anni, il ghiaccio è tornato a formarsi nei canali della città permettendo ai cittadini di pattinare. Andando indietro fino al 10 gennaio, ricordiamo l’incredibile nevicata che ha interessato gran parte della Penisola Iberica, con accumuli record nella regione di Madrid e temperature localmente inferiori ai -10 °C nei giorni immediatamente successivi l’evento. Infine, degne di menzione, le temperature marcatamente inferiori alla media che per quasi due mesi hanno letteralmente congelato la già di per sé freddissima Siberia (minime prossime ai -60 °C nella Yakutia). Tutti fenomeni strettamente legati all’intenso evento di SSW occorso in data 5 gennaio e i cui effetti si stanno ancora facendo sentire. 

 

Siamo di fronte ad un cambio di passo? 

Ad oggi si stima che almeno fino a circa metà marzo il vortice polare troposferico sarà fortemente condizionato dall’evento di Stratwarming, probabilmente tra i più intensi e duraturi della storia, con prevalenza di scambi meridiani su tutto il nord emisfero, con anticicloni di blocco che tenderanno a spingersi anche a latitudini molto settentrionali e importanti discese di aria fredda.
Per quanto riguarda l’Italia e la nostra regione, sembra tuttavia più probabile che fino ai primi di marzo sia l’alta pressione a dominare la scena con scarse precipitazioni e temperature sopra la norma. Sempre in conseguenza dello Stratwarming, è lecito attendersi per fine marzo e il mese di aprile anche una maggiore propensione alle gelate tardive

Probabilità di superamento temperatura in quota 850 hPa – 25 febbraio 2021 modello ECMWF-ENS

 

Probabilità di superamento temperatura in quota 850 hPa – 25 febbraio 2021 modello ECMWF-ENS