Indagine sul rischio da caldo per i lavoratori
Meteorologia

Dalla metà di giugno è partito il progetto Worklimate sul rischio da caldo per i lavoratori. 

Rischio da caldo lavoratori

Il progetto vuole approfondire, soprattutto attraverso la banca dati degli infortuni dell’INAIL, le conoscenze sull’effetto delle condizioni di stress termico ambientale, in particolare del caldo, sui lavoratori, con un’attenzione specifica alla stima dei costi sociali degli infortuni sul lavoro. 

Nell'attuale contesto di cambiamento climatico, infatti, si evidenzia un sensibile aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore durante il periodo estivo: si stima che circa il 30% della popolazione mondiale sia esposta a condizioni di caldo particolarmente critiche per la salute per almeno 20 giorni all'anno. I lavoratori, in particolare quelli che trascorrono la maggior parte delle loro attività all'aperto, sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo e in generale a tutti i fenomeni atmosferici.

La situazione quest’anno è ulteriormente aggravata dall'emergenza COVID-19 che, tra le varie restrizioni, rende necessario in molte situazioni anche l’impiego di veri e propri dispositivi di protezione individuale e/o misure igieniche come le cosiddette “mascherine di comunità” che possono contribuire ulteriormente all'accentuazione dello stress da caldo. Sul tema si veda anche la recente pubblicazione  "Heat warning and public and workers’ health at the time of COVID-19 pandemic" curata dal gruppo di ricerca del progetto. 

 

Indagini sul rischio da caldo per i lavoratori 

Nell'ambito del progetto Worklimate è stata sviluppata una indagine allo scopo di rilevare la percezione e la conoscenza degli effetti del caldo negli ambienti di lavoro al fine di individuare strategie di intervento per ridurre il rischio da caldo in vari ambiti occupazionali. L'indagine è rivolta a tutti i lavoratori senza restrizione di categoria e si può compilare online accedendo all'apposito link entro la fine di settembre 2020. 

Parallelamente, è stata proposta anche una seconda indagine più settoriale diretta a valutare l’impatto dello stress da caldo sui lavoratori impegnati in ambito sanitario associato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) durante la pandemia COVID-19.